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La Tv che vorrei, Stefano Chiarazzo: “Una che valutasse tutti allo stesso modo”

Stefano Chiarazzo @ Pubblico Delirio.it

La TV che vorrei…

… punta sulla sperimentazione anziché sulla solita solfa per andare sul sicuro

… crea format italiani per telespettatori italiani, perché non ha bisogno di inutili programmi di importazione

… valuta tutti allo stesso modo. Sei un mostro sacro ma fai flop? Lasci il posto ad uno che funziona meglio

La Tv che vorrei, Alesssandro Alicandri: “Dovrebbe creare sempre curiosità e attenzione”

Alessandro Alicandri, giornalista collaboratore per Panorama.it e Tv Sorrisi e Canzoni:

La tv che vorrei dovrebbe creare sempre curiosità e attenzione, anche se fatta con pochi soldi e concorrenze spietate. Piena di idee prima ancora che di mezzi. La tv che vorrei deve essere, tutta, in diretta streaming anche sul web. La tv che vorrei dovrebbe essere alta e bassa, importante e irrilevante, senza ergersi (o abbassarsi) a qualcosa che non è. La tv che vorrei dovrebbe essere fatta da persone che starebbero benissimo anche senza farla. La tv che vorrei dovrebbe essere educata ma non moralista, preparata e mai improvvisata. La tv che vorrei non deve dimenticarsi della sua storia, dei suoi format più interessanti, delle “hit” entrate nel cuore del pubblico.

La tv che vorrei, Fulvia Leopardi: la tv in che vorrei in un tweet

Fulvia Leopardi, redattrice di Televisionando.it, autrice e mente pensante di Fulvialeopardi.it:

La tv che vorrei in un tweet: più seria e seriale, più qualità che quantità, plurale ma non cerchibottista; in una parola, molto diversa!

La Tv che vorrei, Malaparte: “Tv fatta in maniera competente, da professionisti in ogni settore”

Malaparte, editor di Tvblog.it dal 2005 ad oggi, giornalista pubblicista, produttore e documentarista:

La tv che vorrei è una tv fatta in maniera competente, da professionisti in ogni settore che abbiano studiato il mezzo e che poi abbiano fatto esperienza sul campo e non si siano improvvisati. Una tv in cui contino i curricula e le esperienze e non le amicizie, le parentele e le conoscenze; una tv che non si accontenti del meno peggio e che si ingegni, in tempi di “crisi”, per ridurre gli sprechi e fare sempre meglio, senza svilire le professionalità. Una tv in cui si ritrovi il gusto della qualità visiva e del racconto, del bel montaggio, delle trovate registiche e autoriali. Vorrei una tv senza paura e senza autocensura; vorrei che raccontasse il paese che la ospita e non si ostinasse a parlare di un mondo che non esiste; che non avesse paura di raccontare tematiche scomode; che fosse più real e meno reality; che non parlasse solo a se stessa, che non fosse autoriferita e che non si cannibalizzasse, ma che sapesse parlare al pubblico vero.

La Tv che vorrei, Enzo Mauri: “Una Tv Pronta a cogliere le esigenze e il disappunto del pubblico attuale”

Enzo Mauri, speaker radiofonico, deejay, giornalista, blogger di Attualissimo.it:

Ho notato che in questo periodo l’etere televisivo, in particolare quello satellitare pullula di programmi dove è di moda il vecchio, attenzione non il prodotto qualunque abbandonato in fondo a una cantina e probabilmente destinato a rimanere li, ma l’antico di qualità quello che prima o poi qualcuno lo scova, lo rimette a posto e ne ricava un tesoro.

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